Il Basso Elettrico e la Musica Contemporanea d’Arte e Sperimentale, una riflessione.

Dove il Groove è di Casa!

Il Basso Elettrico e la Musica Contemporanea d’Arte e Sperimentale, una riflessione.

6 Marzo 2014 BLOG 0

Senza volermi dilungare troppo in inutili classificazioni su cosa sia arte e cosa no, assumerò come dato di fatto un mio profondo convincimento (che non pretendo essere verità incontrovertibile): consideriamo musica d’arte tutta quella produzione musicale che nell’atto della sua creazione, realizzazione e diffusione non si cura di un’etichetta preconfezionata di un mercato, di un guadagno monetario e di un pubblico in maniera a prioristica.

Spesso musica d’arte, avanguardia, sperimentalismo e musica classica contemporanea sono considerati sinonimi ma così non è… assumiamo che la musica d’arte sia talvolta avanguardia, talvolta sperimentalismo talvolta sintesi di esperienze pregresse… In questa prospettiva il basso elettrico dov’è e come viene impiegato?

Ci sono compositori che si sono occupati dell’uso del Nostro strumento perchè incarnava lo stereotipo della musica pop/rock usandolo in maniera aderente alla sua prassi esecutiva storica all’interno del suo ruolo tradizionale per produrre una musica che in realtà grazie al basso elettrico e non solo risultasse nuova e interessante.

Glenn Branca compositore americano usa il basso elettrico perfettamente contestualizzato all’interno del ruolo che le musiche pop e rock lo hanno sempre visto protagonista assieme a chitarra elettrica e tastiere creando tuttavia musiche non perfettamente ascrivibili a questo genere. Ugualmente hanno fatto in Steve Reich in “electric counterpoint” e in 2X5. Michael Nyman, Louis Andrissen, Giya Kancheli, e Arvo Pärt usano il basso elettrico in contesti musicali orchetrali “classici” spesso in sostituzione del contrabbasso o dei contrabbassi.

Esistono compositori non bassisti che hanno dedicato al basso elettrico partiture che lo vedono protagonista per via delle sue potenzialità timbriche e armoniche. Così è per Aaron Grad in “Slash fantasy”, John link in “Scherzo e Fantasia”, Chritiaan Richter in “Bass Maze”, Paul Barker in “7 Dirty Sonnets”. Queste opere usano il basso elettrico solista in un ruolo che ricorda molto quanto già fatto all’interno del jazz da moltissimi bassisti all’interno però di sonorità e forme tipiche della musica contemporanea “classica”.

“The Gunslinger” di John Griffin è un’opera che traspone in musica il primo volume della torre nera di Stephen King con chiare eco di opere per strumento solista e musica preregistrata così come in Tarot di Paul Dirmeikis.

John Cage in Ccomposed improvisation for solo electric bass sfrutta lo strumento invece per tutte quelle che sono le sue possibilità di produzione sonora al di fuori di quello che nell’immaginario collettivo è considerato musica. (riverberi, click, scricchiolii..)

Paul Dresher in “ Mirrors” sfrutta tutte le capacità melodiche e armoniche dello strumento unite al live electronics dato da un sapiente uso dell’effettistica al fine di modificare il suono  elettronicamente.

Ci sono bassisti compositori che hanno esteso dall’interno (da bassisti) le possibilità timbriche e funzionali dello strumento: Jack Vees, Bill Laswell, Michael Manring (sebbene con chiari riferimenti al jazz e alla new age), Patitucci, Jackson, Skuli Sverisson, Hellborg….

Per approfondire questi ed altri aspetti ci vediamo stasera!

Augusto Gentili – bassosapiens